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In finale l’Olympique Marsiglia sfida l’Atletico Madrid

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La corazzata Atletico Madrid contro la sorpresa Olympique Marsiglia. Simeone, ex giocatore dell’Inter, sfida Garcia, ex allenatore della Roma, nella finale dell’Europa League 2017-2018 (Parc Olympique Lyonnais di Lione, mercoledì 16 maggio, ore 20,45). Gli spagnoli hanno già trionfato nelle edizioni 2010 e 2012 e tornano a contendersi la coppa dopo avere giocato e perso anche due finali di Champions League contro i cugini del Real Madrid. I francesi negli ultimi anni non sono riusciti a raggiungere risultati così prestigiosi, ma nel loro palmares figura una Champions League, quella del 1993 vinta in finale conto il Milan per 1-0.

Le probabili formazioni

Garcia giocherà con il 4-2-3-1. Pelè tra i pali, Rami e Luiz Gustavo al centro della difesa, Sarr e Amavi sulle corsie laterali. In mediana Lopez e Sanson, mentre i due gioiellini Thauvin e Payet affiancheranno l’ex genoano Ocampos nel ruolo di trequartisti alle spalle di N’Jie. Simeone, invece, punterà sul 4-4-2 con Savic e Godin davanti ad Oblak e con i due terzini Partey e Lucas Hernandez. Le fasce saranno presidiate da Correa e Koke, mentre Saul e Gabi giocheranno al centro del campo dietro alla coppia d’attacco di fama mondiale composta da Griezmann (nella foto durante l’allenamento allo Stadio Olimpico di Lione) e Diego Costa.

Simeone chiede ai suoi umiltà

In conferenza stampa il Cholo ha di fianco i fedelissimi Gabi e Godin: «Dobbiamo crederci – dice l’allenatore dell’Atletico – ma abbiamo bisogno soprattutto di umiltà. Abbiamo più esperienza del Marsiglia, ma l’esperienza non è mai decisiva. Semmai quello che abbiamo passato, nel bene e nel male, deve aiutarci a capire meglio che cosa dobbiamo fare in campo. L’Europa League vinta nel 2012 è un gran ricordo: fu un grande passo per questa squadra e per questo club, fu la dimostrazione che allora si potevano raggiungere certi risultati, fu un punto di svolta per tutto quello che è venuto dopo».
Simeone ha studiato l’OM e la teme: «È una squadra pericolosa sotto molti punti di vista, da palla inattiva grazie a Payet, con la velocità sulle fasce, con i terzini che spingono molto e anche con Lopez che in mezzo dà il ritmo. Abbiamo caratteristiche differenti, però vedo molte similitudini tra noi e loro, quindi prevedo una bella finale, intensa: per questo dovremo cercare di imporre il nostro stile di gioco se vogliamo alzare la Coppa».

Burgos in panchina

Il Cholo non sarà in panchina per squalifica, al suo posto ci sarà il suo alter ego, Burgos: «Sono molto triste per non poterci essere, però io ed Herman abbiamo la stessa visione del calcio. Si è visto contro l’Arsenal, quando ero in tribuna. La squadra ha giocato nel modo che sa».

Le confessioni di Garcia

Rudi Garcia, nel presentare la finale, ha rivelato il suo sistema ideale per combattere la tensione. «Eviterò lo stress mangiando cioccolata fondente, è l’unico modo per smorzare la tensione», ha detto. «Sappiamo che l’esperienza è dalla parte dell’Atletico Madrid – ha proseguito – perché ha giocato tre finali negli ultimi sei anni. Anche noi però abbiamo giocatori esperti, che hanno vinto l’Europa League e anche la Champions, come Luiz Gustavo. La squadra sta bene, giocheremo la sessantunesima partita di questa stagione ma non sono preoccupato per la tenuta fisica dei miei ragazzi. Scioglierò gli ultimi dubbi in allenamento, ma dovremmo essere in grado di contare su tutti».

L’importanza di gestire le forze

«Ci sarà da lottare dall’inizio alla fine – prevede Garcia – e la gara potrebbe andare anche oltre il novantesimo. Dunque, dovremo gestire le forze. Non vogliamo uscire dal campo con i rimpianti, qualunque cosa accada dovremo uscire dal terreno di gioco consapevoli di aver dato tutto. L’Atletico è una squadra molto solida, ha la migliore difesa del campionato spagnolo ma possiede anche grandi giocatori offensivi, tra cui Antoine Griezmann e Diego Costa. Ci sono delle somiglianze tra noi e loro, la squadra di Simeone ha certamente più esperienza di noi in queste partite ma in una gara secca può succedere di tutto. Il Cholo è un allenatore che sa come si vince, è riuscito a portare l’Atletico al vertice in Spagna». A differenza dell’Atletico, già qualificato, l’Olympique, se dovesse vincere, centrerebbe anche l’obiettivo dell’ammissione in Champions League.

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