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Wenger lascia l’Arsenal dopo 22 anni, ipotesi Allegri

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Storico addio a Londra. L’allenatore Arsene Wenger (nella foto) lascia l’Arsenal dopo 22 anni.

Il francese arrivò nell’estate del 1996. Fu chiamato a sostituire Bruce Rioch e fu il primo manager non britannico.

Patrick, Nicolas e Thierry: i campioni francesi di Wenger

Era l’Arsenal di Bergkamp e Platt, Ian Wright e Tony Adams. Con Wenger quell’estate arrivò un ventenne centrocampista, originario del Senegal e naturalizzato francese, cui il Milan non aveva dato fiducia e che finì per fare le fortune della sua nuova squadra e del suo allenatore: Patrick Vieira giocò a Londra per nove stagioni, prima di approdare alla Juve e da lì all’Inter. Il tecnico francese nel corso della sua prima stagione di Premier lanciò un altro giovane connazionale, neppure diciottenne, che stupì subito per classe e potenza: Nicolas Anelka. E tre anni dopo Wenger chiamò all’Arsenal un altro giovanotto di Francia, un attaccante dall’andatura dinoccolata e dalle grandi doti tecniche. L’aveva avuto al Monaco e fortemente lo volle a Londra, approfittando della sottovalutazione di un’altra big italiana, la Juve, che lo tenne solo sei mesi, senza dargli la possibilità di mostrare a pieno il suo valore. Quell’attaccante era Thierry Henry e restò all’Arsenal per otto anni, prima di trasferirsi, campione osannato in tutta Europa, al Barcellona.

I ringraziamenti e l’orgoglio di Wenger

Il tecnico francese ha annunciato il suo addio con un comunicato. «Dopo un’attenta riflessione e dopo le discussioni con il club – scrive Wenger nella nota – sento che è il momento giusto per me di lasciare». Inevitabili i ringraziamenti all’Arsenal: «Sono grato per aver avuto il privilegio di essere al servizio di questo club per tanti memorabili anni». Un pensiero viene rivolto anche ai compagni d’avventura: «Ho sempre gestito il club con pieno impegno e integrità. Voglio ringraziare lo staff, i giocatori, i dirigenti e i fan che rendono questa società così speciale. Esorto i nostri tifosi a supportare il team perché possa concludere bene il campionato». Peraltro, l’Arsenal è ancora in lotta per l’Europa League. Ha raggiunto le semifinali dopo avere superato il Milan e il Cska di Mosca e si prepara alla doppia sfida con l’Atletico Madrid. «A tutti gli amanti dell’Arsenal che si prendono cura dei valori del club, il mio amore e il mio sostegno per sempre», conclude Wenger, scavando nei meandri del suo cuore. Negli ultimi due anni il tecnico, che oggi ha 68 anni, ha dovuto subire qualche dura contestazione dei tifosi per i risultati insufficienti dei Gunners. Probabilmente nasce qui la decisione di lasciare, che ha stupito qualcuno, ad esempio l’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp.

La stima di Kroenke

La società comunque continua a sostenerlo. Il socio di maggioranza del club londinese, Stan Kroenke, esterna tutta la sua stima per l’allenatore francese: «Questo – dichiara – è uno dei giorni più difficili che abbiamo mai avuto in tutti i nostri anni. Uno dei motivi principali per cui siamo entrati nell’Arsenal è stato proprio ciò che Arsène ha portato nel club dentro e fuori dal campo. Arsène ci ha dato una lezione ineguagliabile e gli saremo per sempre grati. Tutti coloro che amano l’Arsenal e tutti coloro che amano il calcio hanno un debito di gratitudine».

I numeri di Wenger

Ci pensa lo stesso Kroenke a elencare i successi di Wenger all’Arsenal: tre titoli della Premier League, tra cui un’intera stagione di imbattibilità, sette trionfi nella FA Cup e vent’anni consecutivi in Champions League. «Un record eccezionale – prosegue il patron -. Ha anche trasformato l’identità del nostro club e del calcio inglese con la sua visione di gioco». E come se volesse tramandare al successore l’eredità di Wenger: «Abbiamo l’ambizione di onorare la sua visione anche nei prossimi anni, con la speranza che l’Arsenal vinca i tornei più importanti».

L’ipotesi Allegri

Già, il successore… I tabloid fanno un nome: il favorito si chiama Massimiliano Allegri. Alla Juve forse incroceranno le dita, ma l’ipotesi Allegri ha qualcosa di suggestivo. In fondo, in 22 anni, a Wenger è mancata la conquista della Champions League. E anche Allegri alla Juve finora ha inseguito senza successo la Coppa dalle grandi orecchie. Chissà che insieme… Vedremo. Di certo, Allegri per ora ha da pensare al big-match con il Napoli di domenica.

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