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Il Napoli torna in scia Juve: «Ma prendere il potere non sarà facile»

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Maurizio Sarri ha cambiato decisamente strategia, lo scudetto non è più l’«ossessione» di cui lui in risposta ad Allegri parlava fino a poche settimane fa, fino a pochi giorni prima della scoppola del San Paolo contro la Roma.

Adesso l’allenatore del Napoli gioca a nascondino e lancia allo scoperto la Juve, naturale favorita. La vittoria contro il Genoa è di quelle che piacciono di più, perché sofferta, perché arrivata grazie al gol di un difensore, il primo in questo campionato per Albiol. E perché fa il paio con il pari della Juve a Ferrara e dunque serve a dimezzare il distacco dalla capolista e a piazzare nuovamente le biglie al centro del tavolo in attesa dello scontro diretto.

Ma avendo perso la vetta, Sarri non ci sta a rimettere sul fuoco la pentola a pressione. Vuole che i suoi tornino a giocare in scioltezza e non con la tensione a fior di pelle. «L’importante era tornare a vincere», afferma dopo il successo contro il Genoa, consapevole che un solo punto in due partite non può costituire il ruolino di marcia della squadra. Il resto lo diranno le dieci giornate che verranno dopo la pausa per le nazionali. Con la consapevolezza che, comunque vadano le cose, il bilancio del Napoli è positivo. Anche perché negli ultimi anni «la Juve a questo punto del campionato aveva già vinto», fa notare Sarri. E stavolta invece il Napoli è ancora pienamente in corsa.

«Noi – prosegue l’allenatore – dobbiamo continuare così, sapendo che ci saranno spesso partite come quella contro il Genoa e che pertanto sarà difficilissimo vincerle». Già, basterebbe vincerle tutte e dieci, compresa quella con la Juve, per avere la certezza del tricolore. C’è chi dice che il Napoli è di nuovo padrone del suo destino. «Se fosse per me – risponde Sarri – andremmo al palazzo a prendere il potere, ma non è così semplice, stiamo facendo un grande campionato, abbiamo l’onore di giocare contro una squadra che in genere domina. Stiamo avendo il miglior rendimento della nostra storia». E allora forza Napoli e forza Sarri, l’ambiente partenopeo fa quadrato attorno al mister. Domenica sera al San Paolo i tifosi gridavano in coro «Siamo tutti Sarri», una presa di posizione decisa dopo le polemiche della settimana scorsa legate alla risposta a una giornalista in sala stampa a San Siro. Una frase («Sei donna e sei carina, per questo non ti mando aff…») giudicata sessista e per la quale alla fine della conferenza stampa Sarri aveva chiesto scusa alla cronista, Titti Improta. Il tecnico è tornato sulla vicenda nel post-gara di Napoli-Genoa: «In questa settimana sono stato trattato come il mostro di Firenze, il tributo che ho ricevuto al San Paolo mi ha colpito, è stata una grande emozione», ha dichiarato alla «Domenica Sportiva».

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